Scuola Estiva di Alta Formazione 2008 PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 20 Luglio 2009 17:21

Nasce dalla elaborazione teorica di un gruppo di donne studiose ed esperte di varia natura: filosofe, antropologhe, giuriste, storiche, esperte di diritto dei popoli e dell'assetto socio-politico e culturale all'interno di un mondo accademico variegato ed espostoalle questioni di genere.

La scuola consente di vivere in maniera aggregativa una esperienza umana e culturale tale da proporsi come fucina di pensiero e di concretizzare insieme delle elaborazioni scritte che confrontino mondi esperenziali differenti.

Consente di valorizzare l'esperienza e la soggettività femminile e di rinnovare il campo della ricerca ed insegnamento sulla base di nuovi criteri di scambio e di patrimonio scientifico e culturale atto ad una analisi divulgativa. Focalizza le relazioni di genere e gli ambiti in cui tali relazioni possono essere possibili all'interno della complessa area di indagine che è del mediterraneo.

LA SCUOLA SI PONE COME OBIETTIVI

  • mettere in rete i problemi che possono derivare dalla ricerca
  • elaborare fonti documentarie ricche del percorso innovativo dell'agire femminile
  • organizzare seminari, laboratori, aggiornamenti
  • intaurare rapporti di collaborazioni con università italiane e straniere e donne impegnate nella concreta realizzazione delle pari opportunità
  • svolgere attività editoriali

La scuola estiva inizia questo anno all’insegna “del diritto alla cultura” nell’area del Mediterraneo. Sappiamo quanto la cultura dei diritti e il diritto all’espressione della propria cultura in particolare siano un fattore importante per lo sviluppo di rapporti di pace e veicolo di comunicazione fra popoli. Il tempo da dedicare all’approfondimento di temi attuali ma soprattutto la possibilità di parlare e di comunicarci conoscenze, di scambiare idee e suggerimenti, i luoghi in cui trovare un momento nostro di presenza collettiva sono elementi preziosi da tutelare e promuovere che servono per farci crescere. Abbiamo scelto l’area del Mediterraneo perché è dalla nostra terra e dal nostro mare che dobbiamo iniziare per le contaminazioni culturali che ci sono sempre state fra i popoli che si affacciano su questo bacino e quei sistemi patriarcali che ieri hanno afflitto le donne della sponda Nord ed oggi affliggono sotto cieli e religioni diverse le donne della sponda sud. Le nostre coste vedono crescere il numero di quelle che ormai sono le protagoniste dell’esodo e i nostri crocevia si popolano di nomadi dal bicchiere di plastica dove gli spiccioli hanno un rumore sordo che ti resta nell’anima quando hai gettato il soldo.

 
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